Timeline
Dal 1951 al 1987
1951
Il riconoscimento internazionale
La denominazione Pecorino Romano viene riconosciuta con la Convenzione di Stresa. È il primo passo verso la protezione di un formaggio già legato ai suoi territori di origine.
1979
La nascita del Consorzio
A Bortigali, nella sede della Lacesa, produttori sardi e laziali costituiscono il Consorzio. Nasce un organismo chiamato a dare governo, rappresentanza e visione alla filiera.
1980
Un accordo costruito sul dialogo
La nascita del Consorzio è il risultato del lavoro di Salvatore Casu e Antonio Ledda, che favoriscono l’incontro tra produttori fino ad allora divisi e separati.
1981
L'incarico di vigilanza
Il Ministero dell’Agricoltura, di concerto con il Ministero dell’Industria, affida al Consorzio l’incarico di vigilanza sulla produzione e sul commercio del Pecorino Romano.
1982
La marchiatura all’origine
Il 25 febbraio viene realizzata la prima operazione di marchiatura all’origine. Un passaggio concreto e simbolico, che rafforza il controllo sulla produzione e l’identità del prodotto.
1982
Le registrazioni internazionali
Il marchio Pecorino Romano viene registrato a livello internazionale. La denominazione consolida così la propria protezione anche oltre i confini nazionali.
1987
La titolarità del marchio
Il 25 febbraio il Ministero riconosce al Consorzio l’unicità della titolarità del marchio e la gestione delle provvidenze previste dal Mercato comune europeo.

Il Consorzio per la Tutela del Formaggio Pecorino Romano nasce il 29 novembre 1979 a Bortigali, nella sede della storica cooperativa lattiero-casearia Lacesa.
A costituirlo è un gruppo di produttori del Lazio e della Sardegna, uniti dalla volontà di dare finalmente un governo organizzato alla tutela, alla produzione e alla valorizzazione di un formaggio già riconosciuto a livello internazionale e profondamente radicato nella storia casearia italianaIl Pecorino Romano è infatti un formaggio antico, legato alle tradizioni della pastorizia, ai valori dei territori di origine e a una cultura produttiva sedimentata nel tempo, patrimonio di intere comunità. La sua denominazione era già tutelata dal 1951, con la Convenzione di Stresa, ma è con la nascita del Consorzio che prende forma un presidio stabile, capace di rappresentare la filiera, proteggerne l’identità e accompagnarne lo sviluppo.
Il 14 gennaio 1981 il Ministero dell’Agricoltura, di concerto con il Ministero dell’Industria, affida al Consorzio l’incarico di vigilanza sulla produzione e sul commercio del Pecorino Romano. È un passaggio fondamentale, perché trasforma un progetto condiviso in un presidio organizzato, con il compito di controllare, tutelare, proteggere e valorizzare un formaggio che oggi rappresenta uno dei simboli più identitari del patrimonio caseario italiano. La riuscita dello storico accordo del 1979 si deve anche al lavoro di Salvatore Casu, allora direttore generale dell’Istituto Zootecnico e Caseario per la Sardegna, e di Antonio Ledda, responsabile del servizio caseario dello stesso istituto. Grazie alla loro azione di sensibilizzazione e di informazione, produttori fino ad allora divisi riuscirono a riconoscersi in un obiettivo comune: costruire uno strumento condiviso di tutela, controllo e promozione.

Dal 28 aprile 2002, con il nuovo incarico conferito dal Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il Consorzio assume pienamente il ruolo di organismo di tutela della DOP
Si tratta di un’importante assunzione di responsabilità: vigilare sulla produzione e sulla commercializzazione, difendere la denominazione in Italia e nel mondo, promuovere il consumo, sostenere il miglioramento qualitativo del prodotto e collaborare con istituzioni regionali, nazionali e comunitarie. Nel tempo, il baricentro del Pecorino Romano si sposta in modo sempre più significativo verso la Sardegna, terra che oggi ospita la parte prevalente della produzione. Una terra dove il sapere tramandato da generazioni di pastori è alla base dello stretto e indissolubile legame tra allevatori, trasformatori e comunità.
Alla guida del Consorzio si sono alternate figure espressione del mondo cooperativo e dell’impresa privata: Antonello Loddo, presidente dal 1986 al 1992; Serafino Pinna, dal 1992 al 1996; Salvatore Meloni, eletto per la prima volta nel 1996 e alla guida fino al 2011; Renato Illotto, presidente dal 2014 al 2015; e Salvatore Palitta, che ha ricoperto l’incarico fino al 2020. Oggi il Consorzio è guidato dal presidente Gianni Maoddi. Sotto la sua guida, la tutela della DOP continua a essere molto più di un’attività di controllo: è un impegno verso una filiera, verso le comunità che la rendono viva e verso un prodotto che porta nel mondo il nome, la forza e l’identità dei territori da cui nasce. Proteggere e valorizzare il Pecorino Romano significa proteggere e valorizzare una DOP, custodire una cultura produttiva, dare riscontro al lavoro di migliaia di famiglie e accompagnare nel futuro uno dei grandi patrimoni caseari della nostra tradizione.
Dal 1986 a OGGI: i presidenti
1986 - 1992

Antonello Loddo
Con Antonello Loddo, espressione del mondo cooperativo, il Consorzio consolida il proprio ruolo in una fase in cui il baricentro si sposta verso la Sardegna.
1992 - 1996

Serafino Pinna
La guida passa a Serafino Pinna, importante produttore privato sardo. Sono anni di ulteriore crescita, rafforzamento della filiera e rappresentanza del settore.
1996 - 2011

Salvatore Meloni
Eletto per la prima volta nel 1996, Salvatore Meloni guida il Consorzio fino al 2011, accompagnando una delle stagioni più lunghe e significative della sua storia.
2011 - 2014

Gianni Maoddi
Gianni Maoddi assume la presidenza in una fase di continuità e consolidamento, proseguendo il lavoro di tutela, rappresentanza e valorizzazione della DOP.
2014 - 2015

Renato Illotto
Renato Illotto guida il Consorzio in una fase di passaggio, contribuendo alla continuità dell’azione di tutela, controllo e rappresentanza della filiera.
2015 - 2020

Salvatore Palitta
Salvatore Palitta guida il Consorzio fino al 2020. Durante il suo mandato ricorre il quarantesimo anniversario dalla fondazione dell’organismo di tutela.
2020

Gianni Maoddi
Con Gianni Maoddi il Consorzio prosegue il proprio percorso di tutela e promozione, rappresentando una filiera che unisce storia, territorio e qualità produttiva.


